Nottetempo in:viaggio a Km0 – testimonianze sul rogo di Città della Scienza – Safar 7^ puntata

 citta-scienza-incendio-258x258Questa settimana il ns. viaggio a Km0 si ferma a Bagnoli, a pochi chilometri da Napoli, dinanzi al rogo di Città della Scienza. La 7^puntata  in onda da lunedì 18 a domenica 24 Marzo h.0-3-6-9-12-15-18-21 su RadioLibriamociWeb è disponibile in podcast QUI .

 Riportiamo le testimonianze di chi a Napoli ci vive, di chi ogni giorno si impegna per renderla migliore, di quei giovani che non si rassegnano ad andare via. Leggi l’anteprima dell’intervento di Manila, Laureata in Giurisprudenza e praticante Avvocato:

Era tarda sera quando la notizia si dirama rapida, come le fiamme che hanno devastato il museo culturale e scientifico di Bagnoli. Città della Scienza va a fuoco, e con essa una parte delle speranze di quei cittadini che credono ancora che Napoli sia la città più bella del mondo. I napoletani avevano già subito un duro colpo. Nella mattina di quello stesso giorno un palazzo antico della Riviera di Chiaia era crollato senza, fortunatamente, fare alcuna vittima.

Chi è stato? il primo pensiero che mi venne in mente, e non solo a me. Non si poteva credere che una struttura di quelle dimensioni potesse prendere fuoco interamente, come se fosse fatta di cartapesta, senza che i vigili del Fuoco riuscissero a domare le fiamme. Il custode aveva dato immediato allarme, ma l’incendio si era propagato rapidamente non dando alcuna possibilità d’arrestarne l’incedere devastante.

A seguire l’analisi di Teresa, psicologa che in “Il rogo di Città della Scienza nell’immaginario collettivo partenopeo” scrive 

Ho spesso l’impressione che tutto ciò che riguardi Napoli abbia il sapore di un tema inconfondibile: riscossa. Basti pensare all’accanimento che i napoletani manifestano nel calcio, con la scalata dalla serie C fino alla partecipazione alla Champions, alle storiche canzoni napoletane, come “A’ città ‘e Pullecenella” in cui si dice:

“Mme dispiace sulamente
ca ll’orgoglio ‘e chesta gente,
se murtifica, ogne ghiuorno,
pe’ na máneca ‘e fetiente
che nun tènono cuscienza,
che nun tènono rispetto…
Comme fanno a pigliá suonno,
quann’è ‘a sera, dint”o lietto?!…”

e ancora, alla reazione dei napoletani al rogo di Città della Scienza. Città della Scienza nasce già dalle ceneri. Nel 1987 le prime attività vennero avviate al termine dell’esercizio industriale delle acciaierie dell’Ilva, ex Italsider. La crisi del settore siderurgico degli anni ’80 ha portato a smantellarne l’impianto industriale a Bagnoli, quartiere di Napoli, e a destinare alla disoccupazione tantissimi operai. Città della Scienza è già stata, dunque, la risposta ad una Napoli in ginocchio: la quinta città industriale d’Italia e la prima deindustrializzata. Negli anni ’80 Città della Scienza si configurava come un modello produttivo della città innovativo, stavolta basato sulla conoscenza, forza motrice alternativa negli anni della “Napoli operaia”.

Ascolta il podcast con le testimonianze integrali e partecipa all’Appello:  Ricostruiamo Città della Scienza

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Autore: RADIO 100 passi Community Genova

Aristotele scrisse: “Gli uomini, all’inizio come adesso, hanno preso lo spunto per filosofare dalla meraviglia (thauma), poiché dapprincipio essi si stupivano dei fenomeni più semplici e di cui essi non sapevano rendersi conto, e poi, procedendo a poco a poco, si trovarono di fronte a problemi più complessi, come i fenomeni riguardanti la Luna, il Sole, le stelle e l’origine dell’universo”. Il mio non è un filosofare ma un continuare a meravigliarsi “thaumazein” .

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