Fabio: l’artista

ASono un artista e attraverso l’arte voglio raccontare alla gente me stesso. Cinema e Fotografia, quindi l’aspetto della Performance legato ad Interventi con i quali la realtà che mi circonda finisce per essere tradotta in quella forma di linguaggio che alimenta la mia natura creativa. Ma andiamo per ordine: Cinema e Fotografia in questo momento sono i principali terreni della mia indagine. Ho imparato a fare le riprese guardando ogni genere di film. E dal punto di vista fotografico non esistono parole migliori per spiegare l’origine della mia arte. Sono convinto che la migliore educazione al fare cinema sia cercare di realizzare un film da solo. La considero un’esperienza incredibile, ricca di soddisfazioni e di profondi insegnamenti. Sono sempre stato attratto da tutto quello che rimane nascosto. Quando curo la regia di un’opera cinematografica o scatto una fotografia divento il miglior psichiatra di me stesso. Mi piace ragionare sulla mia interiorità, poi consegnarla alle immagini, quindi darla in pasto al pubblico: lo trovo parecchio eccitante e terapeutico al tempo stesso. Il mio cinema è simile a un sogno o a una fiaba. Non mi interessa far arrivare al pubblico un messaggio. Non mi interessa insegnare niente a nessuno. Sono un grande egosita in questo senso. E le riprese che sviluppano il mio cinema devono per forza essere sottomesse a questa regola. Mi piace analizzare il mio pensiero, in uno stile complicato. Diciamo che attraverso le immagini, non da meno quelle fotografiche, cerco di curare il mio animo. Detesto i momenti in cui questa possibilità mi sfugge. Si tratta di una ricerca continua, c’è sempre tanto da fare. Pianifico e cerco di anticipare tutto prima di girare una scena, anzi una singola inquadratura, ma quando arriva il momento dell’azione può capitare che la mia interiorità stravolga tutto, anche se stessa. Capita soprattutto quando mi dedico all’arte fotografica. L’ambiente può comunicarmi nuove idee o suggerirmi stati d’animo fino a qualche attimo prima sconosciuti. Allora è come la fenice che si getta in un rogo e rinasce dalle proprie ceneri. Considerando me stesso un artista lirico, estroso e visionario, cerco nelle mie opere di dare vita a mondi fuori dall’ordinario sospesi tra sogno e realtà, psicoanalitici ma non banalmente provocatori. Tutta questa mia natura ha ragione di esistere nel girovagare ai margini da quello che il pubblico può oggi fruire con troppa semplicità, ogni cosa mia naturale sta ancora nel perseguire con fermezza e costanza una certa idea di arte. Ecco, muoversi nell’oscurità per trovare la luce: fare e comprendere arte come atto critico di fede per assicurare la sopravvivenza della libertà dell’informazione. Seguendo le mie parole tra immagini che non vogliono mai negarsi, possiate avere voi tutti delle Buone Visioni.

Fabio Giovinazzo

 

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Autore: fabiogiovinazzo

La mia arte è ciò che di meglio esiste per comprendere quello che realmente sono

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