Onde Road Step One: Raggiante Genova

Livia Napolitano Licenza Creative Commons Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
“Raggiante Genova”

E’ di qualche giorno fa il post: da On the Road a Onde Road ,  una sorta di invito alla partecipazione e alla condivisione.

Da quel giorno l’invito si è trasformato in incontro e l’incontro in meraviglia.

La meraviglia di una piazza di Genova, quella del Carmine, che profuma di un mercato che tarda a chiudere i battenti, di aria sottile che annuncia la pioggia ed è circondata da mura medioevali.

Meraviglia di mura, che raccontano storie del passato e storie recenti, come quella di un murales dedicato a tal “prete di strada”, la cui capacità di comunicazione e messaggio lasciano segni tangibili anche dopo la sua morte.

Meraviglia di sconosciuti che banchettano al medesimo tavolo, leggono racconti, parlano di progetti comuni mentre il suono di un pianoforte randagio copre le loro voci e di lì a poco svela il collo rigido di una pianista in estasi.

Alla fine di quel post,  esortavo citando Kerouac: “unisciti al viaggio se anche per tel’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di VITA, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati…

Ebbene, gli sconosciuti di quel tavolo sono abbastanzi pazzi da condividere con me la loro follia, talmente pazzi da scrivere racconti, talmente pazzi da leggerli per le piazze e talmente pazzi da riproporli con me,  in radio.

A questo punto se siete altrettanto pazzi da seguirci, vi presento il Collettivo Linea S:

se volete conoscerli di persona e siete in quel di Genova, l’occasione giusta è il reading a pedali che si svolgerà Mercoledì 17 settembre 2014 h, 21.00 per l’evento : Settimana europea della mobilità sostenibile  organizzato dalla sezione genovese della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta).

Nelle tappe di un percorso serale in bicicletta attraverso il centro storico di Genova, leggeranno racconti e poesie che parlano di pedali, cadute, freni, catene, rapporti e ruote evocando un simbolismo che richiama quello dei poeti decadenti.

Io proverò ad inseguirli, con lo sguardo attento e l’orecchio teso in attesa del  sottile suono del campanello.

dlin . . . dlin . . .
Mia terra, mia labile strada,
sei tu che trascorri o son io ?
Che importa? Ch’io venga o tu vada,
non è che un addio!
Ma bello è quest’impeto d’ala,
ma grata è l’ebbrezza del giorno.
Pur dolce è il riposo . . . Già cala
la notte: io ritorno.
La piccola lampada brilla
per mezzo all’oscura città.
Più lenta la piccola squilla
dà un palpito, e va. . .
dlin… dlin…

(tratto da “La Bicicletta” di Giovanni Pascoli)

Livia Napolitano

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Da ON THE ROAD A “ONDE ROAD”

andare Vi risparmio l’ennesima descrizione del progetto, ho cercato di chiarirlo meglio che ho potuto nella sezione “CHI SIAMO”.

Questa volta, mi soffermerò brevemente sulla prima persona singolare “chi sono”.

In questi anni ho collezionato una serie di definizioni, stereotipi e clichè, tutti accolti con la curiosità di chi si aspetta di scoprire qualcosa in più su di sè che agli altri risulti immediato e tangibile.

Vi confesso però che l’immediato e tangibile degli altri, il più delle volte si è  rivelato essere visione riflessa di uno specchio deformato.

Di me so per certo che  mi è capitata la terra e la forma umana da abitare .

Sarei potuta essere roccia o polvere lunare, uno degli anelli perduti di Giove, la forma ossidata del Molibdeno di Marte.

Una certa visione romantica potrebbe suggerire “il frutto dell’amore”, ma quella certa visione romantica si esaurisce alla virgola che l’accompagna.

Il frutto di un caso, questo sì,  più o meno divertente, chissà, ma pur sempre un caso.

So per certo che il mio personale viaggio sotto forma umana non ha una meta ma un obiettivo:appagare una insaziabile sete di conoscenza, una  fuga  dalle convenzioni sociali, una vorace alimentazione della mia energia vitale .

Un viaggio di formazione personale, un moderno “On the road”  di “beat generation” che predilige  il concetto di “generazione sconfitta”, non intesa come resa ma come presa di coscienza e reazione.

Una lotta alla rassegnazione che sfrutta ogni forma di comunicazione possibile e la trasforma in  “ONDE ROAD” lanciate nel web per una condivisione libera e fruibile.

In sostanza la mia forma umana è alla ricerca di altre forme umane che intendono seguire nuove strade, scoprire nuovi linguaggi,  impegnare la propria energia vitale nell’arte e nelle cose in cui crede.

Unisciti al  viaggio se anche per te:  ” l’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di VITA, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune ma BRUCIANO, BRUCIANO, come favolosi fuochi artificiali color giallo, che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno ooohhh!” ( da On the Road, Jack Kerouac).

Sulle tracce di Kerouac estate 2014: A chi non ha abbandonato la strada, a chi si rialza dopo l’ennesima caduta, al vestito sgualcito, alla polvere che scrollo di dosso.

Livia Napolitano

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Nottetempo presenta: Diverso Sud – Le tarantolate di Primordanza

notte_tarantaIl plenilunio di Giugno quest’anno si manifesta in una data vicina al solstizio d’estate reagalandoci la luna piena che abbiamo potuto ammirare qualche notte fa. Ed è proprio nella notte di Luna piena del 13 Giugno, che una musica ci ha sorpreso: Musica di tamorre,  morso di taranta, le radici anchestrali del Sud in una piazza di Genova, ci hanno catturato e ci hanno fatto scoprire le tarantolate di Primodanza: danza primordiale, danza di terra, danza arcaicamente rituale che crea, sogna, incontra il presente, il classico, il contemporaneo e li fonde con le tradizioni del Sud, generando un nuovo linguaggio corporeo, un mezzo di comunicazione in movimento che in un certo senso, ha come obiettivo quello di parlare al popolo universale.
L’incarnazione perfetta di quest’incrocio vuole essere proprio l’immagine femminile. La DONNA riveste un ruolo fondamentale in tutte le culture, ma in particolar modo, nei riti secolari di queste danze, diventa l’epicentro della bellezza e dell’eleganza, nonchè la manifestazione ideale della contaminazione di sacro e profano.
Da tutti questi elementi nasce un progetto che vuole esprimersi in imitazioni corporee, gesti vocali, raffigurazioni mascherate di un ritmo ancestrale, di una visione originaria che letteralmente definisce “l’arte del ritorno e del da capo”. Nella rappresentazione primitiva della danza popolare, quindi del rito, si invoca il Ritmo del Ritorno, l’arte della ripetizione e dell’ossessione dei passi, nient’altro che rito e sacrificio che fa “accadere il sacro”, cioè incatenare il tempo al ritorno, misurarlo e controllarne il destino. La Compagnia PRIMORDANZA risulta essere in Liguria, il primo concreto esperimento di danza popolare, danza estrapolata dalla sua antica radice e successivamente coreografata in chiave contemporanea.

Livia Napolitano e Valentina Tibullo Primordanza

Riportiamo alcune  le foto della performance al Suq di Genova

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 SUD…Questa terra spaccata dal sole e dalla solitudine, dove l’uomo cammina sui lentischi e sulla creta. Scricchiola e si corrode ogni pietra da secoli. Anche le pietre squadrate, tirate su dall’uomo, le case grezze, le chiese, destinate alla misura del dolore e della speranza, seccano e cadono nel silenzio. Avara è l’acqua a scendere dal cielo, gli animali battono gli zoccoli un tempo che ha invisibili mutamenti…E’ la terra dei veleni animali e vegetali. Qui cresce nella natura il ragno della follia e dell’assenza, si insinua nel sangue di corpi delicati che conoscono solo il lavoro arido della terra, distruttore della minima pace del giorno. Qui cresce, tra le spighe il grano e le foglie di tabacco, la superstizione, il terrore, l’ansia di una stregoneria possibile, domestica. I geni pagani della casa sembrano resistere ad una profonda metamorfosi tentata da una civilità durante millenni. Salvatore Quasimodo

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Testimonianze da Lampedusa 3^puntata

Text and photograph: Michela A.G. Iaccarino / FabricaCostantino Baratta

On line il podcast della 3^puntata di Safar in Sciabica la piattaforma digitale di Fabrica. I “pizzini digitali” di Livia Napolitano in collaborazione con Sciabica.

Podcast: Voce maschile Giuliano Bruzzo.

A Enrico Letta, Primo Ministro, e Angelino Alfano, Ministro dell’Interno:

Io sono Costantino Baratta. Ho 56 anni e non sono un eroe.
Aprite i corridoi umanitari adesso. Oppure ce la fate a caricarvi altri 300 morti sulla coscienza?

To Enrico Letta, Italian Prime Minister, and Angelino Alfano, Italian Minister of the Interior:

My name is Costantino Baratta. I’m 56 and I’m not a hero.
Set up humanitarian corridors now.  Or are you waiting to have another 300 deaths on your conscience?

contatti Sciabica:
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Twitter: @sciabicaFabrica
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I podcast delle prime due puntate della nuova edizione

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La puntate della nuova edizione di Nottetempo in “Safar Viaggio a Km0” vi aspettano su RadioLibriamociWeb ogni Sabato alle 18,00 e alle 23,00 oppure in podcast qui :  Via del Campo -Genova e Genova per Voi

Gli appuntamenti di Nottetempo su RadioLibriamociWeb

imagesCA127Q8ZON AIR ORE 18,00 come ogni Sabato dal 21 Settembre 2013 ed in replica la domenica alle h.18,00 ed alle 23,00 su RadioLibriamociWeb torna “Nottetempo” di Livia Napolitano in : Safàr, viaggio a KM0.

Safàr, vi ha accompagnato alla scoperta delle meraviglie della Campania, della Calabria per poi giungere a Genova in Liguria da dove riprenderemo il nostro viaggio.

In attesa della nuova stagione rivivi le atmosfere di Nottetempo ascoltando i  podcast delle precedenti puntate

“La fantasia è un posto dove ci piove dentro.” Cit.tratta da “Visibilità” di Italo Calvino